Derbylius
chi siamo
dove siamo
le nostre mostre
mostra virtuale
le nostre pubblicazioni
acquistiamo
come ordinare
catalogo virtuale
mostra virtuale

GIFT SHOP
Il fatto è che l’occhio della camera fotografica scopre e dunque reinventa cose che nella realtà non esistono affatto, cose che esisteranno solo per quel centoventicinquesimo di secondo che dura uno scatto fotografico e che resteranno poi incise per sempre nella carta di cui è fatta la stampa fotografica. I souvenirs, i gifts celebrati da questa mostra milanese del pugliese naturalizzato romano Pino Settanni non esistono affatto. Ma come, direte, non esistono quelle statuette di modesta fattura? Non esistono quei regalini da due soldi che testimonieranno una visita turistica a Roma o a Milano, quelle bancarelle su cui facce illustri e fondoschiena femminili quanto di più delineato sono stati ammonticchiati in attesa del compratore? Vi ripeto di no, non esistono affatto. Esistono le stampe fotografiche firmate da Pino Settanni e appese inn galleria, che sono tutt’altra cosa e tutt’altra invenzione. Io stesso ho avuto un soprassalto quando ho visto per la prima volta queste fotografie. Ma che diavolo erano, da quale ultramondo venivano, com’è che dettagli talmente banali se non dozzinali erano stati trasformati in qualcosa di misterioso e metafisico? Com’è che statuette messe in vendita probabilmente non lontano da San Pietro sembravano alludere al set di un film porno da quanto uomini e donne sembravano darci sotto alla grande? E’ semplice, Settanni le aveva fotografate e dunque sconvolte. Le aveva tagliate e rimodellate, immerse in un bagno inedito di luce. Insomma aveva messo sottosopra la realtà e dunque creato una nuova realtà. E’ un’operazione concettuale fatta più volte, in quest ultimi quarant’anni, da fotografi che stanno al confine con l’arte contemporanea. Franco Vaccari spinse i frequentatori di una lontana Biennale di Venezia a infilarsi in una di quelle cabine atte alle fototessere e a far scattare le quattro foto di prammatica. Ancora una volta ne venne fuori un campionario della commedia umana degli anni Settanta, dato che non c’è nulla di meno “realistico” di una fototessera e vi sarà capitato cento volte di vedere la fototessera in cui è raffigurato un vostro amico o una vostra amica e di non riconoscerli affatto: e a non dire che loro stessi spesso non vi si riconoscevano. Il grandissimo artista-fotografo americano Edward Ruscha ha fatto, a partire dai primi anni Sessanta, dei libri d’artista memorabili in cui fotografava ora delle piscine ora dei distributori. Delle piscine e dei distributori di benzina, nudi e crudi. Naturalmente ne venivano fuori delle piscine o dei distributori di benzina che non avevano nulla a che vedere con la realtà, e che erano solo delle tracce metafisiche dello stare al mondo della razza umana di quegli anni. Le piscine o i distributori di benzina potessero parlare, e aveste chiesto loro che cosa ne pensavano delle foto di Ruscha e se si riconoscevano in quelle foto, avrebbero certo risposto “Ma quando mai?”. Così come se chiederessero alle statuette che Settanni è andato a scovare sulle bancarelle romane o milanesi se si riconoscono nelle sue foto, loro, le statuette, ne inorridirebbero. Ma quando mai io ho avuto un fondoschiena così provocante e invitante?, direbbe quella tal statuetta femminile che ricalca l’una o l’altra statua classica. Ma quando mai ho avuto l’aria di voler somigliare così tanto a David Beckham?, risponderebbe quel tale Apollo che lo compri sborsando venti o trenta euro. Ma quando mai abbiamo avuto l’aria stranita di chi sta partecipando a “Scherzi a parte”?, direbbero quei cardinaloni le cui facce Settanni mette in fila. Ma quando mai noi siamo stati il segno doloroso di quanto sia ambigua e misteriosa e la vita?, direbbero quelle statuette che sono state immaginate a far da “gift”, da ricordo e regalo. Statuette da mettere in valigia alla fine di un viaggio, da deporre su una credenza e poi non guardare mai più. Appunto.
Gianpiero Mughimi

GIFT SHOP 1
GIFT SHOP 7
GIFT SHOP 15
GIFT SHOP 49
GIFT SHOP 65
 

^top  

ricerca avanzata