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20136 Milano-Via Pietro Custodi,16 (Vicolo)
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orario di apertura:
martedì e mercoledì: 10,30-13,00
giovedì e venerdì: 16,00-19,30
Con il patrocinio del
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| CHRISTINE BRANDI |
Al centro dell'opera di Christine Brandi si trova da tempo il tema della percezione di sé e dell'altro, attraverso un'insistenza sulla fisicità che viene rivelata e messa in atto nelle sue installazioni.
A partire dalla prima metà degli anni Ottanta l'artista tedesca ha realizzato una serie di apparecchi o situazioni, più che sculture, che prevedono un coinvolgimento immediato del corpo di chi fruisce degli oggetti anatomici, invitato a sdraiarsi su sculture a forma di lettino inclinato, a sedersi su tralicci predisposti ad ospitare una persona per volta o a entrare in uno spazio chiuso dove un gioco di specchi rimanda le immagini delle persone ugualmente sedute in altri ambiti della stessa struttura. Con queste "sculture-situazione" Christine Brandi propone un'attenzione alle relazioni e all'incontro fisico con il proprio corpo e con quello dell'altro o con la sua immagine, al di fuori delle false convenienze che generano distanza e disattenzione fra sconosciuti o persone che non hanno alcuna intimità fra di loro.
I contatti che l'artista propone sono anche una sfida, nel loro specifico modo di agire, a quel genere di relazioni primariamente o esclusivamente virtuali che il nostro mondo modella nelle convenzioni sociali.
Oltre a queste realizzazioni, il suo lavoro si volge anche verso la realizzazione di sculture che mostrano il graduale trasformarsi degli elementi, trovando simbologie che uniscono il vivere umano ai tempi e ai modi della natura.
Brandi ha studiato scultura nell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano con Alik Cavaliere e ha in seguito alternato soggiorni in Italia, in Austria e in Germania, esponendo in mostre collettive soprattutto in questi tre paesi. La sua precedente personale in Italia si è svolta nello Studio Casoli nel 1998.
Francesco Tedeschi
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FEMMINILE MASCHILE |
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ORANGE LIEGE |
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KARL |
sito internet: http://www.brandi.at |
| KARL-HEINZ STECK |
Steck alterna il lavoro propriamente scultoreo a un'importante attività nel settore della scenografia, con la produzione di scene per spettacoli teatrali, attraverso le quali ha ottenuto notevole consenso.
Le sue sculture sono meccanismi che producono un effetto di coinvolgimento emotivo e sensoriale. Inizialmente si trattava di oggetti, tavoli, forme d'arredo, azionate da meccanismi che facevano fuoriuscire punte acuminate, elementi aggettanti, generando una sensazione di aggressività e pericolo.
Attraverso metalli e materiali poveri, Steck ha confezionato poi anche oggetti d'uso, come cinture o collane, destinate a ornare il corpo in maniere espressive e provocatorie.
La sua serie di lavori più recenti sembra fondere i diversi aspetti della sua ricerca, attraverso sculture che sono presenze mute, di qualificazione teatrale o spettacolare, manichini che divengono personaggi comunicanti fra di loro attraverso un gioco di significati simbolici e nascosti, per quegli attributi che cambiano il loro stato introducendo riferimenti erotici, alla rigenerazione della vita o, più semplicemente, con funzione ironica.
Per questi motivi la sua ricerca si ricollega alla tradizione costruttivista e dadaista, che da autori come Oskar Schlemmer ha tratto spunto nella concezione dell'automa come idealizzazione dell'umano.
Dopo aver studiato scultura con Alik Cavaliere nell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Karl-Heinz Steck ha alteranto periodi di permanenza e di attività in Austria e in Italia, ricevendo attenzioni per il suo lavoro presentato in mostre personali e collettive.
Francesco Tedeschi
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SHINE |
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GÜRTEL-CINTURA |
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OHNE TITEL 3 |
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